My name is Silvia, i'm 23 years old. I live in Rome, Italy. I love good music; it's everywhere. I love books and I love listening to heartbeat. Ultimately, I'm just an Invisible Monster; a cloud of sense with shaded boundaries.

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Non permetto più che ogni cosa si trasformi in un problema. Non permetto più a me stessa di non stupirmi. Non permetto più che mi si faccia del male. Solamente io posso prendermi cura di me stessa. La fortuna che voi avete è quella di potermi fare bene e di potermi fare male, ma io non posso non proteggermi. Ho dei doveri verso me stessa. O dei piaceri, a volerla dire bene.

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Paula Bonet Illustration
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"Useless pursuits and conversations always about the same things absorb the better part of one’s time, the better part of one’s strength, and in the end there is left a life grovelling and curtailed, worthless and trivial, and there is no escaping or getting away from it—just as though one were in a madhouse or prison."
Anton Chekhov (via blackestdespondency)

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Pierrot le fou (1965)

"Io sono uno che parla troppo poco, questo è vero, ma nel mondo c’è già tanta gente che parla, parla, parla sempre, che pretende di farsi sentire e non ha niente da dire."
Luigi Tenco

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C’era una volta una coppia con un figlio di 12 anni e un asino. Decisero di viaggiare, di lavorare e di conoscere il mondo. Così partirono tutti e tre con il loro asino.
Arrivati nel primo paese, la gente commentava: “guardate quel ragazzo quanto è maleducato… lui sull’asino e i poveri genitori, già anziani, che lo tirano”
Allora la moglie disse a suo marito: “non permettiamo che la gente parli male di nostro figlio.” Il marito lo fece scendere e salì sull’asino.
Arrivati al secondo paese, la gente mormorava: “guardate che svergognato quel tipo… lascia che il ragazzo e la povera moglie tirino l’asino, mentre lui vi sta comodamente in groppa.”
Allora, presero la decisione di far salire la moglie, mentre padre e figlio tenevano le redini per tirare l’asino.
Arrivati al terzo paese, la gente commentava: “pover’uomo! Dopo aver lavorato tutto il giorno, lascia che la moglie salga sull’asino. E povero figlio. Chissà cosa gli spetta, con una madre del genere!
Allora si misero d’accordo e decisero di sedersi tutti e tre sull’asino per cominciare nuovamente il pellegrinaggio.
Arrivati al paese successivo, ascoltarono cosa diceva la gente del paese: sono delle bestie, più bestie dell’asino che li porta. Gli spaccheranno la schiena!
Alla fine, decisero di scendere tutti e camminare insieme all’asino.
Ma, passando per il paese seguente, non potevano credere a ciò che le voci dicevano ridendo: guarda quei tre idioti; camminano, anche se hanno un asino che potrebbe portarli!

Conclusione: ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei. Quindi: vivi come credi. Fai cosa ti dice il cuore… ciò che vuoi… una vita è un’opera di teatro che non ha prove iniziali. Quindi: canta, ridi, balla, ama… e vivi intensamente ogni momento della tua vita… prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi.

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Charlie Chaplin

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E a sconfinate misure di reggiseno in meno c’ero io.

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